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Dario di bordo, parte 5 / Il ritorno a casa
Nella notte di ieri, tra domenica e lunedì 7 Marzo, la colonna mobile delle Misericordie fiorentine è tornata a casa. Ora di arrivo nella nostra città: le 4:00 circa.
Firenze-Ucraina-Firenze in quattro giorni intensi, di chilometri macinati lungo le autostrade, di speranza e incontri, di ansia e consapevolezza, di occhi e cuori pieni di umanità, paura, conforto, incredulità davanti ad un popolo sfrattato dalle bombe. Si, la guerra in Europa nel 2022.
Luca e Luciano, volontari della Misericordia di Badia a Ripoli, ci hanno portato con loro in questa spedizione necessaria e noi li ringraziamo: carichi di beni prima all’andata, in compagnia di profughi in uscita dall’Ucraina al ritorno.
Circa 25 per l’esattezza le donne e i bambini saliti sui mezzi delle misericordie fiorentine per raggiungere parenti e familiari in Italia, 6 le persone salvate dalle bombe e portate dentro i nostri confini nazionali dal duo ripolese. Giorni sfiancanti ma umanamente inestimabili.
La missione fiorentina ha toccato con mano la situazione drammatica, di disperazione, vissuta in questi giorni di conflitto al confine tra Polonia e Ucraina, dove giungono fiumi di persone in cerca di sopravvivenza. In fuga dalla morte. “Scene che difficilmente ci possiamo immaginare”, ha raccontato Luca.
Dunque il ritorno, dopo disavventure e attese infinite, alle 4:00 di notte circa di lunedì 7 Marzo, quando la comitiva si è fermata a Villa Costanza, area di ritrovo nella quale i familiari già in Italia si sono potuti riconciliare con i parenti in arrivo dall’Ucraina. Momenti forti, emozionanti, malgrado la visibile spossatezza.
Cosa è stata questa avventura, per Luca, Luciano e i volontari delle Misericordie (ricordiamo, circa 10 mezzi) di Firenze. Come ci racconta Luca Battaglini, giovane ripolese:
“È stata un’esperienza emozionate, ricca di difficoltà e molto faticosa ma tutto ciò è stato ripagato dall’aver portato in Italia persone che scappano dalla guerra e dalla morte.
Vedere con i nostri occhi donne e bambini che fuggono dalle bombe con un solo bagaglio da viaggio, per di più di fortuna, ci ha fatto riflettere su quanto siamo fortunati nel vivere in un paese libero e democratico. Alla frontiera in special modo era un flusso incessante di persone che arrivava dall’Ucraina: chi a piedi, chi con auto, chi con dei furgoni. Porto a casa gli sguardi di quelle persone impaurite e degli ucraini che erano emozionati nel ricevere gli aiuti portati dall’Italia”

Un ringraziamento ai volontari della spedizione e al coordinamento della Misericordia di Firenze per quanto realizzato e per averci portato, attraverso questi racconti, con loro!









