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Video e foto / L’Antica Fornace di Antella trasformata in discarica: nel “pozzo del sudicio” c’è di tutto!

Non è il contenuto ma la forma. 
Dopo la grigliata “illegale” di Pasqua al Leccio del Ginori (clicca qui), conosciuto come Leccio di Belmonte, a un mese di distanza siamo a raccontarvi un nuovo episodio di sporcizia, maleducazione, menefreghismo, danno ambientale procurato ad un altro luogo storico dell’Antella: la Fornace che fu dei Casprini. 

Abbandonata da anni, con evidenti criticità strutturali che hanno causato cedimenti netti del tetto, l’Antica Fornace si trova in via della Torricella, a pochi passi dall’area industriale del paese, adagiata all’ombra (non è un modo di dire) del colle. Inattiva da decenni, quel luogo nascosto dalla vegetazione, è diventato rifugio di giovani antellesi in fuga dai “riflettori” paesani.

A segnalare il ricorrente via vai che si consuma con particolare insistenza nel weekend sono gli abitanti di zona: 15-20 ragazzi che passano e si inoltrano nel verde, oltrepassando il cancello varcabile che conduce alla Fornace. Entrano con sacchettate di roba acquistate al supermercato ed escono a mani vuote, proprio come accadde per la grigliata di Pasqua. 

I residenti di Via della Torricella, sabato scorso, hanno avvertito del flusso i Carabinieri della Stazione di Grassina, segnalando l’ultimo episodio. Il motivo non sta nel “pericolo assembramento” o nel voler denunciare giovani che si riuniscono in un’area teoricamente inaccessibile e pericolosa bensì nel loro vergognoso passaggio che lascia tracce indesiderate.

Vedere per credere: i sacchetti pieni con i quali arrivano diventano presto rifiuti lasciati nell’Antica Fornace oggi trasformata in discarica a cielo aperto. Nella parte alta dell’area c’è un carrello della spesa buttato per terra, vetri rotti ovunque, scatole di biscotti e altri cibi, un frigo chiaramente rotto, guanti in lattine, bottiglie di vetro di whisky, birra, vino. Plastica ovunque. E’ solo l’anticamera della vera fogna, una sorta di pozzo del sudicio che si apre al piano di sotto della Fornace, dove si consuma il giuoco del “lancia il rifiuto”: c’è di tutto, anche un contenitore giallo di qualche catena alimentare.

Nel tratto che conduce al “break point”, bottiglie e bicchieri buttati in terra, così, come se tutto il mondo fosse un enorme cestino; come se, effettivamente, i bidoncini della spazzatura non fossero a 50 metri di distanza.

Manca evidentemente la “Cultura del Rispetto” (oltre a un pò di furbizia), che sia per persone, cose, ambiente o luoghi storici. C’è chi si inoltrerebbe tra le acacie che circondano l’Antica Fornace per fotografare la decadenza e immortalare la storicità del luogo, chi invece quella stessa decadenza (dei valori civili) la vuole rappresentare, dimostrando che qualcosa, nella fase formativa e educativa, è andato storto. 

Non solo. 
I segnalatori sono diventati tali anche perché hanno trovato, tra i residui, resti di fuoco ancora vivo, pertanto non spento né circoscritto con il pericolo concreto che – in giornate non piovane – possa propagarsi con facilità nel verde che circonda la Fornace. Chi pulirà adesso?

Matteo Merciai

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