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SP34, le mattine “slow” in via di Rosano: 35 minuti di coda per 300 metri

35 minuti di coda, da Vallina sino al superamento del punto incriminato della SP34, notoriamente area di frana la cui messa in sicurezza ha acquisito la lunghezza propria delle telenovele. Su internet, cercando, si trovano articoli del 2014 in un’escalation che ci porta sino a Ottobre 2020, data di ripartenza del cantiere: due tranche da otto mesi ciascuna, in un salto temporale che ci conduce direttamente al 2022. Nel mezzo di questi anni chiusure notturne, frane reiterate, sensi unici alternati, semafori.

 

La SP34, via di Rosano, è tra le strade di maggior flusso viario dell’area a sud di Firenze, collegamento tra la piana di Ripoli e la Val di Sieve. Le ore di punta: chiaramente dalle 8 alle 9 di mattina e dalle 17:30 alle 19:00 la sera, orari di entrata ed uscita da lavoro.

Questa mattina, 17 Maggio – non è la prima e non sarà l’ultima – 35 minuti per percorrere 200-300 metri. Degno della FI-PI-LI. Con buona pace dei lavoratori giunti in ritardo in ufficio, sul cantiere, in negozio. Il motivo è intuibile: il senso unico alternato – scongiurato dagli annunci iniziali – regolato da semaforo in corrispondenza del cantiere.

In direzione Pontassieve 1 minuto e 50 circa di semaforo rosso a cospetto di 25 secondi (forse meno) di “via libera”: la corsa a prendere il verde, i sorpassi di quelli che “va bene anche con larancione“, le diatribe e i clacson a svegliare i dormienti in coda, abbioccati dall’ora o distratti dal cellulare.

Una situazione che diventa ai limiti del vivibile per i pendolari abitudinari della SP34 che necessita, evidentemente, di un riassetto: cambiare i tempi del semaforo? Richiedere la presenza di movieri nelle ore di maggior traffico?

Il cantiere, di cui è gestore la Città Metropolitana e per cui si sono investiti 2 milioni e 600 mila euro, è stato riaperto il 19 ottobre 2020 con tale virgolettato dei rappresentanti istituzionali di Bagno a Ripoli e Pontassieve: “Grazie al lavoro dei tecnici della Metrocittà stavolta non sarà necessario il senso unico di circolazione ma, salvo particolari imprevisti, basterà un restringimento di carreggiata per far coesistere lavori e l’intensa viabilità che ogni giorno transita su questa arteria così importante per la mobilità metropolitana”.

Imprevisti che, a quanto pare, durano da circa due settimane – le ultime due – nelle quali il senso unico alternato nelle ore (di punta) della mattina ha garantito un risveglio dai nervi…distesissimi!

Matteo Merciai

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