Ultime notizie

“Sorry, where’s Cecchini?” Dalla domanda…alla tela da 540 copie vendute: quel genio di Carmine Errichiello

Nella bottega rinascimentale di Carmine Errichiello, dove il pittore espone e crea: il suo laboratorio ha più di 30 anni e dal n.22 di Piazza Bucciarelli ha visto Panzano diventare “internazionale”.

La musica rap di chiaro “dissing” napoletano, sparata a volume alto, giunge proprio dal laboratorio che ci attende: al n.22 di Piazza Bucciarelli a Panzano.
Altro che silenzio ispiratore, Carmine Errichiello, pittore partenopeo prestato (a titolo definitivo) al Chianti, ha bisogno di rumore e movimento, dei suoni della piazza e del vento che gli entra in bottega…

“Senza le motociclette che passano dalla strada non mi concentro!”

Del resto Carmine è nato a Napoli centro, radici solide che si ritrovano – oltre che nella musica – nel suo eclettismo pittorico: un pò impressionista, talvolta macchiaiolo e paesaggista, talaltre tocco geometrico con un tono nitido di innovazione. Sicuramente geniale, come nell’idea che lo ha reso noto ed ha portato una sua tela – avete letto bene, una sola tela! – ovunque nel mondo, tra gallerie d’arte e cucine private, persino nei ristoranti più famosi del globo.

Una storia incredibile nella sua semplicità acuta, nata dalla tipicità paesana dei rapporti “uscio e bottega” e presto “cittadina del mondo”, talmente fortunata da diventare internazionale. Ve la raccontiamo:

“Tutto iniziò una decina di anni fa quando avvenne il boom di Dario Cecchini, tra i principali artefici della valorizzazione culturale legata al cibo del Chianti. Allora non c’erano instagram nè google maps e Dario non aveva ancora dipinto la facciata a strisce rosso-bianche che ben la identifica. Cosa faceva, allora, ogni turista che arrivava a Panzano? Vedeva la mia bottega aperta e chiedeva indicazioni per raggiungere Dario Cecchini: una, due, decine di volte al giorno e in ogni lingua, dall’inglese al russo. Ero diventato un infopoint”, ci racconta divertito Carmine.

Pittore e vigile, meglio la prima. Come fare, allora, per riconvertire la bottega ad esclusivo uso artistico? Semplicemente creando: Carmine prese i suoi strumenti e realizzò un acrilico su tela denominato “Vanitas”, sul modello di Rembrandt, ovvero una natura morta rappresentante un soggetto che transita, invecchia, decade. 

Un bel bisteccone al centro, la scritta CECC color oro al vertice della tela e il numero 11 cerchiato a sinistra, civico della macelleria di Dario Cecchini: un cartello formato quadro! In pochi minuti Carmine aveva dato vita ad un nuovo genere artistico: la…“Pittura stradale” che indirizzava turisti e affamati, con un livello di gradimento tutto da testare. 

“Dopo 20 minuti che lo esposi un turista mi chiese di acquistarlo. Il giorno dopo ne realizzai un altro con le stesse caratteristiche e…fu nuovamente venduto. Un successo inaspettato che mi fece comprendere da subito il potenziale.”

Dal primo esemplare nato per caso, Carmine ne ha realizzate la bellezza di 540 copie con le prime cento riconoscibili in quanto numerate: “Tornassi indietro scriverei Cecchini per esteso, senza abbreviarlo”, ci dice l’artista. 

Si, perchè la sintesi del nome fu un modo per non intaccare il “copyright” del Maestro della ciccia, non avendo chiesto l’autorizzazione: “Pensavo che potesse non apprezzare l’idea, invece Dario fu sorpreso e divertito. Adesso chi compra la tela va addirittura a farsela firmare dal Cecchini in persona!”

Tutto fa Cultura. 
Dal cibo, maestria di Dario sino alla pittura, mondo di Carmine: entrambi “militanti” di Panzano e promotori delle Eccellenze culinarie, artistiche, naturali di questo angolo di Chianti.

Perchè mi sono fermato qui? 
“Sono giunto a Firenze per studiare all’Accademia delle Belle Arti e negli anni ’80 sono arrivato a Greve attraverso amicizie. Ho insegnato nei centri di formazione della Regione per la ceramica a Montelupo e nella scuola di restauro archeologico, prima di approdare a Panzano a fine degli anni ’80…quando ancora non c’era il turismo di massa ed aprirvi una bottega di pittura era una vera e propria scommessa. 
Qui c’è Orizzonte ed io, essendo un pittore, ho un prioritario interesse per visuale e panorama: il paesaggio ispira e nella campagna del Chianti ho ritrovato la stessa luce dei mari di Napoli.

Matteo Merciai

Precedente

Vai alla terza dose di vaccino per le categorie fragili: già prenotabile sul portale

Successivo

Bolla Covid nella Rsa San Giuseppe di San Casciano: contagiati gli ospiti