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UN’ANIMA EROICA

 Tante volte desideriamo trovare un luogo, un oggetto o una situazione che ci permetta di rallentare il nostro stile di vita frenetico, la nostra quotidianità di uomini del Duemila con la testa sempre avvolta dagli impegni e dalle interazioni continue. Sono pochi gli istanti in cui ritorna quella “voglia di vivere a un’altra velocità” che il Maestro Franco Battiato, scomparso poche settimane fa, cantava con Alice ne “I treni di Tozeur”, e ciò essenzialmente perché sono poche le situazioni che ci permettono di guardare al passato e di annullare il mondo che ci circonda.

Uno di questi rari esempi è il percorso dell’Eroica, la mitica tratta sterrata che si snoda con una forma a caramella nel territorio senese, tra il Chianti e la Val d’Orcia. Oltre 200 km di strade bianche disegnano un viaggio nella campagna più intensa e profonda della Toscana, un mare verde dove il sapiente lavoro dell’uomo nelle coltivazioni si fonde con i boschi e la rigogliosa vegetazione. L’Eroica vera e propria, intesa come percorso ciclistico, nasce nel 1997, quando “92 cacciatori di sentimenti ed emozioni”, come si legge sul sito ufficiale della manifestazione, diedero il via alla prima edizione di un evento unico nel suo genere: la prima settimana di ottobre, partecipanti provenienti da tutta Italia e armati di bici d’epoca si ritrovano a Gaiole in Chianti per tornare indietro nel tempo, pedalando tra la polvere con la possibilità di scegliere tra percorsi di diversa lunghezza.

Quello più lungo, che attraversa appunto tutto il tracciato dell’Eroica, vede un dislivello di circa 3700 metri e dura oltre 15 ore, e al suo termine, solitamente a tarda sera, dopo aver compiuto tutto l’impervio anello i ciclisti fanno ritorno a Gaiole. Proprio quest’anno anche il Giro d’Italia ha attraversato un pezzo dell’Eroica, e così le bellezze delle terre poste all’ombra della Torre del Mangia sono entrate nelle case di tutti gli italiani, alimentando magari i sogni di tanti appassionati pedalatori. 

Per tastare da soli il percorso delle strade bianche si può ovviamente scegliere qualsiasi giorno, e non a caso ogni settimana il tracciato è animato da tanti coraggiosi ciclisti che sfidano il brecciolino insidioso e il continuo saliscendi. Non sono pochi neppure coloro che affrontano l’Eroica a piedi, alla luce altresì del fatto che in alcuni punti il percorso si sovrappone a quello della via Francigena, o gli passa a ridotta distanza. Per annullarsi nella natura e fermare il tempo il modo migliore per affrontare l’Eroica è indubbiamente quello sportivo, a piedi o in bici che sia; se si vuole tuttavia perlomeno conoscere la bellezza di questa strada, non è vietato salire su un mezzo a motore e trascorrere una giornata a disegnare, senza fretta, tutto lo snodo del tracciato.

Su una moto se si amano le due ruote, o magari su un fuoristrada se si vuole avere più comodità e meno polvere addosso, l’ingresso dell’Eroica è sempre lo stesso, tra i due gravi bastioni di pietra che si stagliano ai piedi del castello di Brolio, pochi chilometri a sud di Gaiole. Lo sterrato dura poco, e bisogna attraversare un po’ di asfalto per tornare, prima di Isola d’Arbia, a risentire lo scricchiolio dei sassi sotto il mezzo.

E’ all’altezza di Buonconvento che l’Eroica entra nel suo tratto più spettacolare: la strada attraversa i vigneti del Brunello, e si toccano quasi con mano i filari di alcune tra le più note aziende agricole che producono il nettare rosso per eccellenza. Montalcino, capitale di questo regno vinicolo, viene sfiorata dal tracciato, il quale poi prosegue verso la Val d’Orcia tra distese di grano e cipressi di poetica ispirazione. Poco sopra Pienza si torna verso nord, principiando la risalita nell’altrettanto meraviglioso sentiero che tocca Asciano e Castelnuovo Berardenga, da cui poi inizia l’ultima parte che si arrampica fino a Vagliagli e riconduce infine prima a Radda e poi a Gaiole.

Verrebbe voglia di fermarsi a ogni curva, di scattare una foto ad ogni collina, perché pare di star vivendo un sogno. Ed un sogno l’Eroica lo è davvero, e scoprendo i suoi segreti coperti da sassi e polvere ognuno di noi può sentirsi un eroe, anche solo per un istante.

Collettivo Giovani Impruneta

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