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Amiamo con tutto il nostro io

Quante cose sono davvero importanti nella nostra vita? Raramente forse ci fermiamo a riflettere su tale domanda. Viviamo immersi in un turbinio di impegni, siamo circondati da un mare di persone, e ciò rischia di farci perdere l’orientamento nel cammino che intraprendiamo ogni mattina. I giorni ci passano accanto, il tempo scorre. A forza di non dar peso a ciò che conta, si finisce per goderselo solo in parte: o per perderlo, a volte.

Con chi ci è più vicino pensiamo di poter vivere un eterno presente dove ci è concesso di rimediare agli errori commessi, dove c’è sempre modo di tornare indietro, dove la polvere buttata sotto il tappeto lì rimane. Poi arriva ineludibile l’esperienza a sbatterci in faccia che non è così. Mettersi a sedere su un prato di fronte alla campagna d’autunno, coi colori che cambiano e il vento un po’ umido che soffia da più parti, è come un anno zero della coscienza.

I pensieri nella mente scorrono più lenti, la frenesia quotidiana si annulla fino a fermarsi totalmente. Ci vogliono dei momenti così ogni tanto: sono come squarci di luce nell’ombra grigia di giornate che annegano la consapevolezza di sé. D’un tratto le vediamo, le sentiamo le cose che davvero contano. Ci vengono incontro come scialuppe di salvataggio in una tempesta, a cui siamo obbligati ad attaccarci, a cui vogliamo tendere una mano per non sparire. Capita così che a tali cose riusciamo a dare un volto più definito, un volto che di solito ha le sembianze umane.

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 A fare la differenza sono sempre le persone, nel bene e nel male, e quelle che davvero hanno importanza nella nostra vita si riducono ad un numero ristretto, ad un nucleo tanto piccolo quanto inestimabile; sono esse quelle capaci di tirare fuori il meglio di noi, di farci vivere empaticamente, di portarci quanto meno vicini ad una parola, felicità, che per pudore o per paura di solito siamo riottosi a pronunciare. Il bello della vita, oltre ai dettagli di una natura che dall’alba al tramonto ci dà almeno un motivo per accendere il cuore, sta in fondo tutto qui, nel piccolo nucleo di affetti da cui o per scelta o per destino siamo circondati.

Quant’è dolce la carezza di una mamma, quant’è inscalfibile l’insegnamento di un babbo, quanto sono sicure le braccia dei veri amici che ci sostengono. E quanto è travolgente il sorriso del nostro compagno o della nostra compagna. Ci sono zii che valgono come genitori, amici di un tempo che ci accompagnano anche nel presente ed ex fidanzati che sentiamo di amare come se le stagioni non fossero passate: non importa quale titolo abbiano queste persone, non importa quanto siano lontane nello spazio o quali vicissitudini abbiano talvolta messo ostacoli in un cammino comune.

Ciò che conta è il legame creatosi, e la conseguente capacità di questi esseri umani di attaccarsi alla nostra anima nel profondo. Nessuno si salva da solo, e nessuno si salva senza amore. Amare chi ci ama, o meglio amare chi ci va di amare deve essere un imperativo categorico per tutti noi. L’amore che offriamo deve essere disinteressato, attento, costante. Gli affetti vanno coltivati come fiori fragili, sottili germogli bisognosi di nutrimento e cure; non vergogniamoci nel dire un ti voglio bene in più ad un genitore, o nel ricordare ad un amico quanto sia importante. Sono i piccoli dettagli a fare la differenza.

Nelle relazioni di coppia talvolta li trascuriamo forse perché li mettiamo in fondo ad una lista di cose più grandi, spesso magari positive, che ci sembrano una muraglia grazie alla quale un rapporto non potrà mai cadere. Nessun gesto di gentilezza è mai superfluo. Ugualmente nessuno è immodificabile, sebbene sia difficile per chi ha caratteri forti e definiti cambiare il proprio modo di essere, soprattutto andando avanti con gli anni. Abbiamo bisogno di una rivoluzione nel segno della mansuetudine, anche per stemperare quelle tensioni e liti in cui si cerca di uscire vincitori senza avere cognizione che si è ogni volta, inevitabilmente solo dei perdenti.

Lottare per ciò che ci fa stare bene, per le persone che ci generano un’emozione, non è mai una battaglia vana: troveremo un tesoro immenso laddove riusciremo a circondarci di volti sorridenti con cui essere in empatia. E’ l’amor che move il sole e l’altre stelle. E’ l’amore che ci aspetta, e che dobbiamo ricevere con felicissima riconoscenza.

Collettivo Giovani Impruneta

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