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Ricordi / 12 Maggio 2019, paradiso Belmonte: la domenica a Signa e quel gol nei supplementari!

Ricordate? 
In questo momento che ci vede con le scarpette appese ai chiodi e la passione calcistica mitigata dall’emergenza Covid-19, la memoria sprinta verso gioie pallonare del recente passato. Tra le più sorprendenti ed emozionanti, celebriamo l’anniversario “cult” della Belmonte: il 12 Maggio 2019, infatti, sul campo spinoso e neutro di Signa, i bianco-rossi vincevano lo spareggio contro lo Staggia aprendo il sipario per la prima volta nella sua storia alla Prima Categoria. 

Riviviamo quel pomeriggio di un anno fa con l’articolo di Dai Colli Fiorentini che celebrò il trionfo di un gruppo partito da lontano.

“Sono le 18:30 circa di un nuvoloso 12 Maggio 2019 quando viene riscritta la storia bianco-rossa, propria dell’ASD Belmonte AG. L’assist al bacio del n.7, l’incornata possente di chi indossa la maglia dei bomber, la n. 9, l’esultanza scatenata e collettiva…squadra, dirigenza, tifosi, uniti in un abbraccio che la rete divisoria non può fermare.

CRONACA
Nel curioso campo di Signa – tribune sorrette da impalcature che non facilitano la visuale e terreno di gioco pessimo – si gioca lo spareggio che incoronerà la regina del Girone I di Seconda Categoria: Belmonte vs Staggia. Chi vince festeggia il 1° posto nel girone e l’accesso alla Prima Categoria, chi perde dovrà continuare la stagione disputando i playoff.

Sugli spalti non c’è gara: Belmonte con duecento tifosi a seguito e tanto di coreografia, fumogeni, lancia-cori e canti preparati tramite un gruppo whatsapp che ha istruito, in un corso accelerato di una notte, i supporter.

Il Belmonte, mentalmente, giunge al match in condizioni migliori dell’avversario: di rincorsa, all’ultima giornata di regular season, ha acciuffato la possibilità di questi decisivi 90 minuti, sfruttando il clamoroso passo falso dello Staggia in casa del Sambuca. E infatti, rispettando i pronostici, parte alla grande imponendo un ritmo alla gara che gli esperti ma compassati giocatori senesi non possono reggere. Il manto di gioco non è certo il sintetico di Ponte a Niccheri ma i ragazzi di Mr. Coppini mettono da parte i leziosismi e si adeguano per intensità e pressing alla giornata.

La partita, malgrado regga lo 0-0, è a senso unico: la prima occasione è sui piedi di Torti che, immarcabile, si gira e colpisce verso la porta con un mancino secco, Mandorlini respinge, Dilaghi giunge sulla sfera e calcia di prima intenzione ma trova, ancora, i guantoni del n.1 avversario.
E’ lo stesso numero 9 bianco-rosso a chiedere un calcio di rigore (alquanto dubbio il contatto in area) da azione di corner mentre Matteini (per tutti Tusco), da centrocampista di contenimento, prova a indossare la maschera del goleador: le due occasioni più clamorose della prima frazione capitano proprio al n.8 che, tuttavia, sbaglia mira prima e si vede respingere il tiro da Mandorlini poi.
Intanto...AAA cercasi lo Staggia che, probabilmente, si è perso per strada (lunghino il tragitto da Staggia a Signa, in effetti). La prima della classe non trova sbocchi, non entra in gara, non impensierisce mai la retroguardia ben schierata dei bianco-rossi. E’ una squadra mestierante ma senza grande talento e soffre, terribilmente, il dinamismo dei “pischelli” bianco-rossi.

Cambia qualcosa nella ripresa?
Non nei primi minuti di gioco. Il secondo tempo si apre con una palla gol clamorosa sprecata ancora da Tusco.  Silvano – capo ultrà del Belmonte – , in tribuna, vaga per cinque minuti con le mani sulla testa, incredulo di quanto ha appena visto. Lo siamo un pò tutti.

E qualche mente illuminata, sugli spalti, inizia a vacillare invocando la legge del calcio, l’unica valida: gol sbagliato, gol subito. O addirittura: “Il dominio dei bianco-rossi non riesce a concretizzarsi, son le classiche partite che…”

Una gufata dopo l’altra, i ragazzi di mr. Coppini calano vistosamente dal punto di vista atletico, crampi un pò per tutti, livellandosi agli avversari. Ma lo Staggia non ne vuol sapere di entrare in gara. Dopo 120 cross di Mucilli, capace di arare la fascia come pochi, è al minuto 80 che tifosi e giocatori bianco-rossi gridano al complotto: Pierattini, miglior giocatore in campo per distacco, si esibisce in un destro bellissimo, quintessenza del calcio che, da 25 metri, parte drittissimo…fino a stamparsi inesorabile sul palo (azione mancante nel video!). Non vuole entrare. Le ultime due occasioni, finalmente verrebbe da dire, sono dello Staggia: la prima con Pischedda che da posizione ottima, di testa, mette a lato e poi con Borgheresi che, all’ultimo secondo dei tempi regolamentari, si libera di Fusi e smuove la rete. Prima che parta l’esultanza, tuttavia, il direttore Ravara ravvisa un fallo sul difensore bianco-rosso, annullando la marcatura.
AL 90° è 0-0, il pomeriggio continua all’Oooooovertime!

Ed eccoci qua a raccontarvi il momento che tanto attendevamo, sintesi di una domenica di intera marca Belmonte: per una volta gli Dei del calcio restano fedeli a quanto visto in campo e premiano chi ha interpretato lo spareggio con la giusta spavalderia, non presunzione bensì una costruttiva incoscienza. E’ il minuto 5 del primo tempo supplementare, le forze si misurano col contagocce. Dilaghi dalla destra salta un uomo e mette un cross perfetto. La partenza è promettente, la fine goduria pura. Dall’altro lato della cornetta, la risposta è prontissima.

La sfera giunge in area, è Torti a vedere rosso e come un toro (qual è) a cercare e volere il gol: lo stacco è imperiale, l’incornata esteticamente meravigliosa…è un attimo, un flash ed il Belmonte è sopra nel risultato, 1-0. Mandorlini, stavolta, può solo lanciare i guanti! La tribuna è un fiume in piena che si riversa alla rete che divide tifosi e giocatori, Torti si leva la maglia (che già di per sé è un’impresa) e mostra i muscoli alla folla, tutta la panchina si lancia in campo. Le bandiere bianco e rosse si alzano in cielo e sventolano fiere.

1-0 ma non è finita.
Mister Martini prova con i cambi a recuperare la gara e portarla ai calci di rigori ma il suo n.2, Salvi, lascia lo Staggia in 10 per un doppio fallo di reazione nel giro di tre minuti. Il Belmonte regge botta su botta, poi ringrazia la sorte e accende un cero alla dea bendata negli ultimi istanti del secondo tempo supplementare. Punizione dai 20 metri, batte Nisticò, la conclusione è tesa e forte, Mariotti devia troppo centrale, sulla palla arriva Pischedda che carica il mancino da posizione più che favorevole: tiro, fuori. Clamorosamente. Mani sui capelli del popolo Staggia e Belmonte che tira un sospiro di sollievo. Dunque festeggia, adesso si, al triplice fischio del direttore di gara.

Sono trascorse le 19 ed il Belmonte, in un passaggio storico, è in Prima Categoria. L’ossigenato Mucilli, incredulo, dichiara annebbiato dallo sforzo: “Incredibile, abbiamo portato il Belmonte in Prima, incredibile!”.
La mente, almeno la nostra, va al maggio 2016 quando Dai Colli Fiorentini, a pochi mesi dalla sua nascita, raccontava la promozione del Belmonte dalla terza alla seconda categoria, tramite playoff. Eravamo a Fiesole e molti dei giocatori che esultarono allora vestono ancora la medesima maglia: Pierattini, Mariotti, Dilaghi, Magli, Zoppi, Sorbetti, Mucilli, Guasti, Fusi, per citarne alcuni. Da Fiesole a Signa, dal 2016 al 2019, l’esultanza è ancora più vera e sincera, senza playoff, i giocatori che hanno cucito il bianco-rosso sul petto hanno portato il Belmonte in Prima Categoria passando dall’ingresso principale, il più bello, il più godurioso! Complimenti.

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