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La muta dell’ASD Giovani Grassina Belmonte arriva…in Uganda: la storia di Costanza, Peter e dell’Associazione “Hands Of Love”

Una storia di accoglienza e opportunità: Costanza, Peter e la loro associazione “Hands of Love” che aiuta i villaggi dell’Uganda. Con il coinvolgimento anche del Comune di Bagno a Ripoli, della Commissione Pace e Diritti e delle realtà associative ripolesi. 

Sono favolosi i bambini ugandesi vestiti in completo rosso, nella nuova tenuta sportiva che arriva direttamente dalla società sportiva ripolese dei Giovani Grassina Belmonte
Da Ponte a Niccheri a Kampala, capitale dello stato africano, dunque verso i villaggi di periferia come Namirembe Senene: oltre 5000 km di distanza che Costanza e Peter, con la neonata Associazione “Hands of Love”, stanno provando a colmare. 

Una mano d’amore che comprime latitudini e dona nuove opportunità: tesa già da mesi ma ufficialmente stretta nel luglio del 2021 con la nascita dell’associazione che crea ponti tra l’Italia e l’Uganda. Bagno a Ripoli, con il suo Comune e le sue associazioni, sopra questo collegamento, ha iniziato a improntare i primi passi…non saranno gli ultimi!

Per comprendere il perchè e il come dei sorrisi dei ragazzi ugandesi vestiti Belmonte, doppiamo partire da un pò più lontano: da Costanza e Peter. 

Lei, Costanza Terzo, è una donna che vive a Ponte a Ema sponda fiorentina, mamma di due figli che giocano a calcio ed una spiccata passione per l’Africa: una zia  che vive da trent’anni in Kenya, l’esperienza come volontaria con l’associazione umanitaria “I bambini di Antonio” ed i viaggi nel continente nero. Nel frattempo, qua a Firenze, Costanza ospita ormai da qualche anno un giovane della Costa d’Avorio, Alla Nesta, conosciuto dai figli per avventure calcistiche simultanee ed anche ex giocatore dell’USD Antella 99. 
“Per me è come un terzo figlio”, racconta Costanza. 

Accoglienza.
Opportunità.
Come quelle che, da bimbo orfano, ha avuto Peter grazie alle realtà umanitarie giunte in Uganda per dare assistenza sanitaria ed educativa: da allora Peter, con il sostegno de “I bambini di Antonio”, ha vinto una borsa di studio, si è qualificato tra i miglior aspiranti medici dell’Uganda ed oggi è uno stimato Dottore.

Peter e Costanza, per motivi personali e differenti, hanno trovato un obiettivo comune, perseguendolo attraverso la costituzione dell’Associazione “Hands Of Love”: partita con saldo zero, in pochi mesi hanno raccolto una somma sufficiente (4.500 euro) a fare la differenza e giovedì 6 gennaio è stata inaugurata la scuola St.Mary che ospiterà 120 studenti ugandesi. Un traguardo al quale hanno concorso anche le donne del villaggio africano coi loro manufatti artigianali venduti nei mercatini italiani da “Hands Of Love”: il loro banchino, soltanto poche settimane fa, era presente a Prim.Olio, proprio a Bagno a Ripoli. 

Non solo grandi strutture ma, anche, importanti operazioni quotidiane. 
Eccolo il ponte tangibile tra Uganda e Italia: l’associazione “Hands of Love” coinvolge in questa grande mano solidale famiglie italiane che vogliono prendersi cura del prossimo. Come? Creando un rapporto reale con il bambino o la famiglia assistita, con tanto di videochiamate, pagando le rette scolastiche e facendo pervenire nei villaggi ugandesi pacchi alimentari. Con 10 euro mensili si paga l’affitto, si acquistano prodotti necessari per un parto sicuro o si forniscono gli strumenti utili per andare a scuola. 

“Non avevamo nulla quando siamo partiti, se non l’amore e il nostro desiderio di portare un po’ di serenità e di sorrisi a chi non sceglie di nascere in un luogo svantaggiato rispetto al nostro”, scrive Costanza sul blog dell’associazione. 

Di questa oasi d’amore che evidentemente non è un miraggio, il Comune di Bagno a Ripoli, trainato dall’assessora Francesca Cellini, ha iniziato a interessarsi e contribuire, condividendone i principi: il progetto è stato portato alla conoscenza della Commissione Pace e Diritti di Bagno a Ripoli e la prima azione pratica ha coinvolto la società sportiva Giovani Grassina Belmonte. 

Del resto anche in Uganda si gioca a calcio, seppur in maniera differente dalle nostre abitudini: “I ragazzi si divertono durante il pomeriggio, bambine e bambini, con i soliti abiti che indossano a scuola e solitamente scalzi. Nel villaggio ci sono squadra maschile e femminile, il mister è anche il loro insegnante”, spiega Costanza. 
Da qui l’idea dell’Assessore Cellini, anche ex calciatrice, di vestire giocatori e giocatrici africani con una “muta ufficiale”: quella rossa gentilmente donata dal Belmonte, confezionata da Valentina Guidotti e Simona Consumi. 

Così, il 1° di Gennaio Costanza è arrivata nel villaggio di Namirembe Senene ed ha festeggiato l’avvento del 2022 con un nuovo regalo per i giovani ugandesi: una borsa rosso-verde griffata Belmonte e Grassina con all’interno maglie e pantaloncini, come i veri calciatori!
Adesso mancano soltanto le scarpe…

il mister e insegnante!

Matteo Merciai

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