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La lista VIVA si batte per San Michele: “non trasformiamo il parco naturale in un resort di lusso”

La lista civica VIVA – Cittadini per Greve in Chianti ha preso posizione sul bando per la gestione di San Michele. Di seguito il comunicato stampa diffuso dall’opposizione comunale:

“Il Comune di Greve ha pubblicato il bando per l’assegnazione quindicennale (rinnovabile per ulteriori quindici anni) per l’affidamento in concessione dei fabbricati che compongono la Fattoria di S. Michele. La particella interessata riguarda unicamente i fabbricati e la stretta pertinenza. La destinazione richiesta, conforme allacategoria catastale (D 2,  cioè albergo) è quella relativa allo svolgimento delle prestazioni di servizio al pubblico di bar, ristorante, albergo ed ostello.

Il bando quindi richiede, nel criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, di presentare un’offerta economica al rialzo su una base di affitto annuale di 21.500 euro con un business plan per la gestione commerciale dell’immobile.

Il bando riflette una richiesta meramente economica di gestione di uno spazio che in realtà ha un ruolo molto più ampio nel panorama ambientale, produttivo e sociale del Comune. Il complesso comunale comprende infatti molti altri terreni, che nel tempo, proprio per una limitatezza nella visione gestionale del bene, sono stati portati progressivamente al degrado, con l’abbandono dei pascoli, dei prati e del bosco. La stessa normativa comunitaria individua nel complesso ambientale di San Michele un Sito di interesse comunitario (SIC) per la sua realtà naturale sia floristica che faunistica.

Già questo aspetto era stato puntualizzato nell’osservazione presentata dal “Comitato per la tutela del territorio di Greve in Chianti” al momento dell’adozione del nuovo piano operativo, il quale purtroppo inserisce previsioni turistiche nell’area prevedendo un campeggio con ben due piscine e parcheggio, ignorando completamente il valore naturale della zona. In quell’ osservazione si richiamava anche la necessità di avviare processi partecipativi per l’individuazione dei futuri usi del parco e delle sue dotazioni.

Nel programma elettorale del Sindaco Sottani non era mancata la segnalazione del complesso di San Michele per quanto riguardava “la valorizzazione del bosco ed il rilancio della sentieristica quale mezzo di conoscenza delle bellezze naturali e storiche presenti nella nostra area”, con l’intento di potenziare questo aspetto quale punto di base del futuro mandato.

Oggi, leggendo il bando, ci chiediamo perché l’Amministrazione Comunale non riesca a volare un po’ più alto e vedere il complesso come un unicum naturalistico, non prevedendo altra attività se non quella commerciale, tralasciando completamente quella agrosilvopastorale e richiedendo garanzie solo per quanto riguarda gli aspetti economico-finanziari legati all’attività di ristorazione e di albergo, senza un minimo confronto con i cittadini, con le Associazioni  e con eventuali gruppi, anche giovanili che potrebbero interessarsi al recupero totale della proprietà con un insieme integrato di funzioni, da quella culturale a quella agricola e pastorale e che potrebbero affiancare una ricettività integrata e coordinata ad una fruizione pubblica dell’area, su cui peraltro non si fa accenno nel bando, salvo offrire, nel punteggio di valutazione, 5 soli punti (su 100) per attività correlate alla struttura immobiliare.

Il rischio che il Comune corre è quello di offrire a grandi investitori l’opportunità di trasformare il Parco in un resort di lusso per 30 anni con l’evidente sostanziale allontanamento del pubblico non pagante. Oppure, nel caso la gara vada deserta, di non riuscire ad accogliere le potenzialità offerte dal sito naturale e dal legame che esso ha con il territorio grevigiano.

La lista Viva- cittadini per Greve in Chianti, che faceva proprio di San Michele, inteso come Bene comune una priorità nel proprio programma elettorale, si era attivato già da mesi per intraprendere un processo partecipato, purtroppo bloccato dalla pandemia da covid nel momento di uscita assembleare, che ricercasse sul territorio e nelle aree limitrofe le forze, soprattutto giovanili, per rimettere in piedi la fattoria e renderla un luogo di interesse pubblico sia sul piano naturalistico che fruitivo, con la riproposizione delle attività agro-silvo-pastorali e di tutte quelle culturali e artistiche che il luogo può ispirare.

A bando aperto non ci resta che aspettare i suoi esiti riservandoci, dopo la sua scadenza, di riattivare il confronto intrapreso con la popolazione e con l’Amministrazione comunale.”

 

Chiara Barlazzi

Nata nel 1998, sono una studentessa laureata in Scienze Politiche. Grandissima appassionata di comunicazione politica e giornalismo, la scrittura mi “culla” fin dalla più tenera età: è da sempre il modo migliore con cui mi esprimo con gli altri. Curiosa di scoprire e desiderosa di condividere, collaboro con Dai Colli Fiorentini per raccontare il territorio attraverso una penna o – come più spesso avviene – un vecchio caro portatile.

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