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“Io e il tampone”: una mostra per raccontare la pandemia vista con gli occhi di un bambino

Bagno a Ripoli – è stata inaugurata questa mattina nel cortile esterno della scuola Redi la mostra “Io e il tampone”, un’iniziativa generata dalla fantasia dei bambini e aperta al pubblico per la giornata di lunedì 14 dalle 9.00 alle 17.00.  

Un modo di raccontare la pandemia, ma con gli occhi di un bambino. La generazione più giovane del comune ha così dato testimonianza – attraverso elaborati come dipinti, poesie e foto –  del percorso vissuto durante quest’ultimo anno di pandemia globale. Ma soprattutto, attraverso la descrizione delle loro emozioni e delle loro paure, i bambini hanno raccontato le difficoltà di affrontare uno strumento di prevenzione del tutto nuovo come il tampone.

Le testimonianze degli studenti, protagonisti degli screening a tappeto realizzati negli istituti comprensivi del territorio “Caponetto” e “Mattei”, sono state raccolte nella mostra intitolata “io e il tampone”, promossa dal Comune e ideata da Francesco Mariani, rappresentante della Misericordia Antella – che insieme alla Croce Rossa Bagno a Ripoli e alla Fratellanza Popolare di Grassina, ha coordinato lo screening nelle scuole.

Un’occasione, quella di questa mattina, per ringraziare studenti, corpo decente e le associazioni del territorio per la collaborazione e l’impegno nel mantenere la scuola aperta ed in sicurezza.

Ma un grazie speciale è anche rivolto agli studenti, che per questa volta hanno assunto il ruolo di “maestri”, dando un grandissimo insegnamento di responsabilità. È lo stesso sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini, a ricordarlo “La pandemia è stata qualcosa che ha colpito tutti in maniera inattesa ed imprevedibile, ha segnato le nostre vite nell’ultimo anno e mezzo. È sicuramente uno spartiacque quello che abbiamo vissuto. Le testimonianze dei bambini ed il loro senso di responsabilità nel proteggere le famiglie sono un bellissimo insegnamento e anche un bell’esempio di ripartenza. Avere fiducia nei nostri bambini è sicuramente la chiave per avere più fiducia nel futuro” – e prosegue – “Ovviamente senza la collaborazione delle associazioni del territorio non sarebbe stato possibile fare le diagnosi nelle nostre scuole. Un ringraziamento oneroso va inoltre verso gli sponsor che ci hanno sostenuto durante questa campagna di streaming: Menarini diagnostica e Cassa di Risparmio di Firenze. Grazie a questa magnifica sinergia le scuole di Bagno a Ripoli sono state un esempio di prevenzione e di scuola in sicurezza.”

Anche la Dirigente scolastica del comprensivo Caponetto di Bagno a Ripoli, Maria Luisa Rinaldi ha dato la propria testimonianza di questo difficile anno scolastico, dimostrandosi orgogliosa del lavoro svolto e della responsabilità dimostrata dai bambini – “Penso che siano coscienti del fatto di aver vissuto la scuola in un momento storico particolare e questa è la loro testimonianza. Più degli adulti sono stati esemplari, rispettosissimi delle regole nella distanze e nell’indossare sempre la mascherina”

Ed è proprio per questo, per non dimenticare un evento che entrerà nella storia, che nasce l’iniziativa. Sono  gli stessi promotori a spiegarlo  – “È nata perché nel tempo della pandemia anche questa è una pagina di storia. I ragazzi l’hanno vissuta nella propria specificità. È quindi una pagina che non può essere lasciata al vento ma deve essere scritta, raccontata, disegnata, perché come ogni storia, anche questa rimarrà negli albi. Come l’hanno vissuta i loro nonni, anche questa è una guerra. Una guerra diversa ma che potranno raccontare ai loro figli e nipoti”

Al termine della mostra gli elaborati verranno archiviati singolarmente per diventare nei prossimi mesi una pubblicazione cartacea e online a cura degli enti promotori.

Chiara Barlazzi

Nata nel 1998, sono una studentessa laureata in Scienze Politiche. Grandissima appassionata di comunicazione politica e giornalismo, la scrittura mi “culla” fin dalla più tenera età: è da sempre il modo migliore con cui mi esprimo con gli altri. Curiosa di scoprire e desiderosa di condividere, collaboro con Dai Colli Fiorentini per raccontare il territorio attraverso una penna o – come più spesso avviene – un vecchio caro portatile.

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