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Impruneta, le opposizioni: “L’edilizia scolastica ha bisogno di chiarezza e concretezza”

Prende nuovamente la parola l’opposizione imprunetina, che vede da parte dei cinque consiglieri – Franchi e Giovannini di Cittadini Per Impruneta, Zoppini del Centrodestra, Viti di Obiettivo Comune e Rossi del Movimento 5 Stelle – una riflessione sullo stato del progetto “Sassi Neri“.

Di seguito il comunicato stampa dei consiglieri di opposizione in cui viene data anche notizia di una nuova proroga sul finanziamento Cipe:

“Ad Impruneta continuano ad essere unicamente le opposizioni a dare notizie sugli sviluppi del progetto scuole. Nella seduta dello scorso 25 giugno, come si legge dall’esito della stessa pubblicato sul proprio sito, il Cipe ha disposto la proroga di altri sei mesi del finanziamento di 4.43 milioni per le nuove scuole ai Sassi Neri.

Arriva dunque l’ennesima proroga, la terza dalla concessione dei fondi nel 2016, che tiene in vita almeno fino a dicembre quel paziente in coma farmacologico chiamato nuovi plessi, per il quale però la sostanza continua a rimanere la stessa.

Come abbiamo più volte sottolineato, anche con il contributo del Cipe i soldi per l’opera non sono comunque sufficienti: l’aspetto economico è però il problema minore! Infatti, anche se domani arrivassero nuovi e inaspettati milioni di un ulteriore finanziamento le cose non cambierebbero, dal momento che nulla si muove o è in procinto di muoversi per quanto riguarda la bonifica del terreno, i nuovi progetti da fare in base alle indicazioni di Asl e Arpat, la definizione di tempi precisi per i lavori.

Noi opposizioni chiediamo che la Giunta stili un cronoprogramma in cui vengano indicate le varie tappe, e soprattutto in cui vi siano date certe per l’inizio e la fine dei lavori; in tale direzione presenteremo nei prossimi giorni una domanda d’attualità per avere risposte in sede istituzionale a questi interrogativi.

L’edilizia scolastica ad Impruneta ha bisogno di chiarezza e concretezza. Non si può continuare a rincorrere utopie mendicando ogni sei mesi una proroga dei fondi, al fine di coprire quelle che sono in realtà le vere problematiche di un progetto che dopo sei anni ancora è al punto di partenza.

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