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Il Circolo di Antella, una passione senza età: a tu per tu con il presidente Conti tra ricordi e strategie per il futuro

Una pietra, la prima, condivisa da più mani e poggiata a terra è la perfetta metafora del “nuovo inizio”, rinascita supportata dal coraggio di investire.
Un “altro mattone nel muro”, anzi nella parete, sino ad innalzare un luogo di inclusione come, da sempre, è il Circolo Ricreativo Culturale di Antella.
Quel passo iniziale venne mosso il 2 giugno 1958, data che si fece presto storia.

Sessantuno anni più tardi è il 2019, tutto è cambiato…o quasi: il CRC Antella, infatti, è ancora là, vivo in una socialità altrimenti moribonda e riferimento trasversale del territorio. Quel che è stato, quel che sarà: una chiacchierata con il presidente Alessandro Conti, militante del Circolo dal 1965, per raccontare la chiusura dell’ennesimo capitolo, il n.60 e sfogliare nuovamente pagina.

 

Un suo bilancio del 2018, 60° del CRC Antella: annata speciale o sotto le aspettative?
“La definirei un’annata ottima: se fosse un vino sarebbe un buon Chianti Classico, poco accondiscendente ma combattivo e sincero.
Oltre al manifesto sulla facciata della struttura, abbiamo organizzato eventi di spessore, coinvolgendo i nostri soci: cito l’esposizione fotografica di Massimo Casprini, le due presentazioni letterarie “Toscana Rossa” ed “Eravamo tanti amati”, la mostra dedicata a Riccardo Francovich a dieci anni dalla scomparsa. Iniziative che ci hanno emozionato, risvegliando la nostra appartenenza legata al mondo operaio e paesano.”

Il CRC Antella abbigliato con il rosso, omaggio alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne

L’associazionismo è in crisi?
“Il nostro no. Contiamo quasi 200 volontari ed una partecipazione propositiva di chi frequenta la struttura: penso ai Freschi Giovedì estivi, sempre pieni. Il tempo trascorso al Circolo è un’occasione, di ritrovo e incontro. Ciò ci conforta. Crisi? Il CRC Antella è una realtà in salute.”

Un salto indietro con la memoria, a quel 2014 che vide il passaggio al digitale e la conferma della sala cinema. Una scelta che il consiglio rifarebbe?
“Assolutamente si. Fu uno sforzo considerevole ma inevitabile, in favore dei nostri soci. Uno spazio vuoto non serve a nessuno e la “cultura”, aggettivo che ci qualifica sin dal nome, non si fa solo giocando a carte. Dal Marconi all’Impruneta non trovi sale cinema se non la nostra, l’unica nel comune di Bagno a Ripoli”

Previsioni per il 2019: dove è migliorabile il Circolo?
“Nella struttura. In questi primi mesi del 2019 riqualificheremo il piazzale esterno della pizzeria, fruibile per l’estate. Poi penseremo a rinnovare l’arredamento con cambio di sedie e tavolini antistanti il bar. Se possibile, inizieremo i lavori su cucina e sala della pizzeria.”

 

A breve uscirà l’annuario 2018 curato da Massimo Casprini, un documento controcorrente: nell’era dell’online come spiega il ritorno al cartaceo?
“Credo fortemente nella carta stampata. Online è comodo, rapido ma passeggero. Ritrovare l’annuario di trent’anni fa e vedere come eravamo significa ricordare e fissare la memoria del Circolo, dei soci, dei frequentatori.”

 

Alessandro Conti sarà il presidente (carica elettiva annuale) del CRC Antella anche per il 2019?
“Vediamo. Persone con nuove idee capaci di avvicinarsi al consiglio o ricoprire ruoli decisionali sono ben accette. Un passo indietro? No, ma se ci fossero le condizioni mi farei da parte.”

Da oltre cinquant’anni varca la soglia del Circolo: c’è un’immagine che più delle altre ne descrive lo spirito e al quale è particolarmente legato?
“Ce ne sarebbero tante. Ricordo però gli anni critici che intercorsero tra 1975 e 1980: a quei tempi la discoteca era aperta la domenica pomeriggio ed ogni settimana le bande di Sorgane e Isolotto arrivavano all’Antella portando liti, scazzottate, caos. Questo periodo turbolento causò la chiusura della sala-ballo al quale il Circolo supplì con un’acuta idea: aprire uno spazio di ristorazione. Là dove c’era la sala carte si inaugurò nel 1981 la pizzeria, tuttora ben funzionante.
Ecco un episodio che sintetizza al meglio l’animo del Circolo: trasformare una difficoltà apparentemente insormontabile in una nuova opportunità.”

 

La saletta da tè del CRC Antella, spesso occupata da dibattiti ed eventi di carattere socio-culturale. Nella foto lo svolgimento dell’iniziativa “Solo per la Maglia”

 

Vista sul campanile dalle sale al primo piano del Circolo di Antella

Matteo Merciai

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