Ultime notizie

Grassina si accende, tra letteratura e modernità. Il Natale come uscita dall’Inferno: “E quindi uscimmo a riveder le stelle”

Pochi minuti trascorse le 17 di un sabato 14 novembre che segna la vigilia della Zona Rossa, Grassina si appresta a vivere una sorta di apparizione, tra Storia e attualità, letteratura e modernità. In piazza Umberto I non c’è la chiamata a raccolta dei grassinesi –  impossibile in tempi di pandemia -, qualcuno annusa l’”evento” e si ferma, altri attendono col cellulare in mano pronti a filmare il passaggio dall’Inferno a…tempi migliori. 

Passerà anche il Purgatorio, magari vivremo nuovi Paradisi. 
Sono le 17:10 circa, nel cuore del paese sopraggiungono sindaco Casini, Assessori Pignotti e Cellini, il Consigliere Regionale Massimiliano Pescini, il consigliere comunale Corso Petruzzi, i rappresentanti di Grassina e le sue Botteghe Marianna, Riccardo, Tania. Qualche concittadino, fedele all’annuncio dei negozianti, si affaccia alla finestra di casa per accogliere l’accensione con uno sguardo nuovo.

E’ tutto un pò paradossale, come del resto questo 2020 e, a suo modo, speciale. Luminarie natalizie di tale portata, che siano altro e vadano oltre il semplice gusto estetico, non si erano mai viste: per il contenuto Grassina ha virato sul Sommo Poeta, Dante e su una delle frasi più celebri della Divina Commedia. 

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”. 

E’ il verso che chiude l’Inferno, la notte si illumina, lo smarrimento del viaggio lascia spazio ad una salita di redenzione. Dante è attuale anche 700 anni dopo. C’è chi fa la battuta: “Domani siamo in zona rossa…dove vuoi uscire!”. Chi resta ammaliato: le lettere cubitali scendono al centro della piazza ed attorno, collegati, una serie di fili tendenti al blu che decorano le vie centrali del paese. Al centro, a cadenza regolare, luminarie che riportano il profilo sagomato di Dante. 

Ve l’avevamo detto. Nuovo, speciale. 
Grassina e le sue Botteghe, anche in questo 2020 che sta mettendo a durissima prova i commercianti, non ha voluto disattendere lo spirito natalizio, arricchendolo di un messaggio che sia speranza e positività. Che simboleggi voglia di ripartenza e coraggio. In attesa di un cielo finalmente stellato, anche in terra. 

Preziosa, come sottolineato dagli stessi esercenti, la collaborazione con l’Istituto Gobetti Volta – i cui studenti, senza emergenza sanitaria, avrebbero partecipato all’inaugurazione – ed il professor Paoletti, esperto ed appassionato del genio dantesco. 

 

Matteo Merciai

Precedente

Coronavirus in Toscana, 15 Novembre: oltre 18.000 tamponi, 47 anni l’età media dei contagi

Successivo

Antella saluta Gino Vergioli, storico fotografo: il ricordo del giornalista Enrico Zoi