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Firenze lancia una proposta di legge per salvaguardare i centri storici: più residenti, commercio e decoro!

Partirà da Firenze una proposta di legge di iniziativa popolare per la salvaguardia del centro storico delle città. 

Ad annunciarlo ieri, lunedì 20 giugno, nel consiglio comunale è stato il sindaco Dario Nardella.

Puntiamo a salvare fino in fondo e completamente i centri storici partendo anche dall’esperienza della nostra città. Il primo obiettivo è quello di incentivare il ritorno della residenza in centro, di combattere il turismo squalificato ‘mordi e fuggi’ e regolare gli affitti turistici brevi come succede in altre città europee. Il secondo è quello di tutelare il commercio tradizionale e l’artigianato reinserendo uno strumento di pianificazione che possa combattere il commercio squalificato aiutando chi investe sulla qualità e la tradizione. Il terzo obiettivo è quello di favorire il decoro anche inducendo i proprietari di immobili abbandonati e degradati a intervenire per il loro restauro prevedendo anche delle forme di contribuzione”.

La proposta di legge trova i suoi riferimenti legislativi nell’Art. 9 della Costituzione, nella Convenzione Europea sul Paesaggio (legge 9 gennaio 2006 n.14), nella Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per la società e nel Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea che stabiliscono principi in materia di tutela del patrimonio culturale e dell’ambiente, tutela della concorrenza e della sicurezza pubblica e consentono che possano essere attivati strumenti di intervento per preservare o recuperare i caratteri identitari dei centri storici con la finalità di temperare le distorsioni causate dalla pressione turistica e dai conseguenti processi di abbandono abitativo e riduzione delle attività commerciali e artigianali tradizionali.

Poiché ad oggi non esiste una definizione normativa generale, la proposta di legge recupera tutte le definizioni giuridiche di centri storici e agglomerati di valore storico.

Saranno tre le tipologie di intervento, a seconda delle criticità da fronteggiare: residenza, attività economiche, patrimonio immobiliare. 

Per sostenere la residenza nei centri storici è prevista l’individuazione per ciascuna zona delle destinazioni d’uso compatibili e incompatibili con la tutela dell’area; l’individuazione dei limiti per il mutamento delle destinazioni d’uso e delle relative categorie funzionali (cioè si decide cosa può essere adibito a Airbnb o cosa no); l’istituzione della categoria funzionale residenziale – turistica (per gli immobili la cui destinazione d’uso è prevalentemente di locazione breve).

In caso di documentata carenza di alloggi per la residenza stabile, i Comuni potranno stabilire in via generale limiti temporali e limiti quantitativi delle unità abitative da destinare ad immobili residenziali per attività di locazione breve (come avvenuto a Parigi).

Per quanto riguarda le attività economiche saranno previste in futuro limitazioni all’insediamento di determinate attività in alcune zone; la tutela di alcune tipologie di attività economiche; la delimitazione dell’offerta merceologica; il rispetto delle distanze minime obbligatorie fra attività commerciali appartenenti alla stessa tipologia di esercizio e il rispetto di determinati orari o giornate di apertura e chiusura.

Due le novità introdotte: il diritto di prelazione per i titolari di negozi e botteghe storici e tradizionali in caso di cessione o vendita di beni immobili di proprietà comunale o privata che siano sede dei medesimi negozi e botteghe; l’inserimento della categoria del commercio e dell’artigianato all’interno delle disposizioni sul vincolo c.d. relazionale del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Per quanto riguarda l’edilizia, l’arredo urbano e l’uso degli spazi pubblici l’obiettivo è migliorare l’aspetto e la funzionalità del patrimonio edilizio urbano mettendo in relazione gli interventi con quelli di difesa della residenza e di conformazione delle attività economiche, in un quadro complessivo di salvaguardia dei centri storici.

Questa legge è molto innovativa anche perché consente di valutare gli agglomerati urbani di interesse storico – ha detto il Sindaco di Firenze -. Non prende in considerazione quindi solo il ‘vecchio’ centro storico, ma anche altre aree di valore storico dei quartieri”. 

Nardella ha comunicato che “da qui a settembre avvieremo una campagna di ascolto e di confronto con le amministrazioni comunali, con le associazioni delle imprese e con i residenti. Dialogheremo con gli altri Comuni e porterò la proposta anche all’Anci, come già fatto per la proposta di iniziativa popolare per l’introduzione dell’ora di educazione civica come materia curricolare nelle scuole”. 

“Dopodiché a settembre – ha concluso – partirà la raccolta di firme. Dobbiamo raggiungere e superare 50mlila firme e l’obiettivo è sicuramente alla nostra portata”.

Agnese Paternoster

Orgogliosamente fiorentina, scrivo e racconto un territorio pieno di sorprese. Curiosa e eclettica, non pongo limiti alla conoscenza.

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