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Firenze, offese e violenze sui giornalisti nella piazza anti-green pass. L’ODG: “Individuate i responsabili!”

Insulti vergognosi, violenze verbali e anche fisiche, danni alle telecamere e assalti ai giornalisti. Quello che è successo sabato scorso a Firenze è grave, abominevole nei modi e nei contenuti delle ingiurie, assurdo per l’odio ed il rancore vomitati e trasmette un’immagine indegna della nostra città rappresentata, in quel pomeriggio, da teste vuotissime capaci di incitare figli piccoli ad offendere un giornalista impegnato sul lavoro. 
 
Ad avere eco nazionale è stato il servizio del giornalista Saverio Tommasi che il sottoscritto intervistò in occasione dell’uscita del suo libro “Siate ribelli, praticate gentilezza” nel 2019 alla Casa del Popolo di Grassina. Il suo passaggio in Piazza della Signoria è stato accompagnato da attacchi di ogni sorta, minacce, mani alzate, diti medi. 
 
Condividiamo l’appello dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana, invito rivolto alle forze dell’ordine affinchè questi individui ripresi dalle telecamere vengano individuati e denunciati dalle Forze dell’Ordine:

Ancora una volta, durante le manifestazioni del fine settimana contro il green pass e le scelte del governo, a Firenze, come a Roma, a Milano e a Genova, ne hanno fatto le spese i giornalisti. A Firenze, in piazza della Signoria, dai cori contro chi era sul posto a fare esclusivamente il proprio lavoro nel pieno rispetto del diritto di cronaca, sono stati aggiunti colpi alla schiena, calci alle gambe e danneggiamento alla telecamera del collega Saverio Tommasi di Fanpage. Altri giornalisti che erano sul posto hanno cercato di proteggerlo e di aiutarlo a uscire dal vortice di una contestazione immotivata e da condannare senza indugi.

Associazione Stampa Toscana e Ordine dei giornalisti della Toscana, d’intesa con la Federazione Nazionale della Stampa, chiedono alle autorità di pubblica sicurezza di tutelare il lavoro dei cronisti e di far analizzare dagli specialisti i video che documentano gli episodi, dai quali non dovrebbe essere difficile individuare i responsabili”

CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO

Riportiamo di seguito il commento all’accaduto di Saverio Tommasi, pubblicato sulla propria pagina facebook:

Le aggressioni che ho subito oggi a Firenze sono state ripetute, continuate e violente, in entrambe le manifestazioni indette contro il green pass e i vaccini: Fortezza da basso e piazza della Signoria.
Lo dico con chiarezza: non si è trattato solo di qualche agitato, che può trovarsi in (quasi) tutte le manifestazioni di piazza. Quelli di oggi – salvo certamente alcuni sparuti singoli – erano violenti, disorganizzati ma – so che il termine è forte – cattivi. Immagino più per paura che per cognizione, ma il risultato alla fine è stato lo stesso.
I colpi da dietro, l’acqua tirata sulla schiena, un pezzo di telecamera fatto volare, lo sportelletto chiuso con violenza per due volte, le spallate, i vaffan*ulo, i terrorista gridati, le pedate alle gambe, c’è stato tutto, ed è andato avanti per ore. Ripeto: ORE, salvo le parentesi temporali quando riuscivo a cambiare postazione senza essere seguito.
 
Volevano impedirmi di lavorare, e volevano colpire.
Ho visto genitori invitare bambini di 6 o 7 anni a venire a insultarmi, e applaudirli quando lo facevano.
Non li mandano a scuola per paura delle mascherine, optando per la segregazione parentale, e poi li tengono sulle spalle mentre mi urlano offese; sono stato io a tranquillizzare un bambino impaurito dal comportamento del suo babbo, a dirgli che “siamo amici, il tuo babbo sta scherzando”, mentre il padre mi urlava offese e il bambino stava per mettersi a piangere. Che tristezza, e poi la pervicace insistenza degli stessi. I telefonini puntati in faccia. Il farsi forza in gruppo.
Sono tanti, sia chiaro a tutti: non sono pochi.
Ringrazio la Polizia per essere intervenuta in almeno tre situazioni.
Ringrazio soprattutto Fanpage.it, il giornale per cui sono fiero di lavorare, perché si assume il rischio di raccontare ogni piazza, ogni anfratto, non facendosi mai comandare dalla quiete né tanto meno dalla paura.
Raccontiamo tutto, sempre.
Vi abbraccio, questa sera ho bisogno di affetto in misura maggiore del solito.”

Matteo Merciai

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