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Entusiasmo, ambizione e un po’ di rock: la festa Promozione della Rondinella

Le sdraio in riva all’Arno, le luci biancorosse, i tanti volti soddisfatti, l’emozione dei tifosi. Che sia una serata speciale al Torrino di Santa Rosa lo si evince anche solo osservando la cornice: il pubblico c’è, la voglia di festeggiare pure, e non manca la musica. La Rondinella si veste bene per la celebrazione del suo passaggio in Promozione ufficializzato la scorsa settimana: squadra presente in blocco, staff tecnico, dirigenziale e tanti amici al seguito, con la gradita presenza istituzionale di Vasco Brogi del Comitato Regionale.

Mentre scorrono le prime portate ai vari tavoli, sul palco iniziano ad alternarsi ringraziamenti ed interviste, fra una canzone e l’altra: il primo a parlare è inevitabilmente il presidente Lorenzo Bosi, visibilmente emozionato, che saluta “i tanti amici presenti, le tante facce che hanno sostenuto il progetto biancorosso iniziato tre anni fa. Volevamo  riportare la Rondinella dove le competeva, conquistando il prima possibile nuove categorie e riacquistando il nostro storico bacino di utenza. Siamo riusciti non solo nell’obiettivo tecnico, ma anche in quello educativo: alla Rondinella si cresce anche a livello personale, perchè i valori non vanno mai trascurati, come dimostra il fatto che siamo la società della gente per antonomasia, considerando che basta iscriversi per eleggere un presidente e un direttore generale. Che bello aver riportato entusiasmo alla piazza: siamo orgogliosi di aver  unito San Frediano e Ponte a Greve, col contributo fondamentale del settore giovanile dell’Olimpia Firenze”.

Sulle note di Eye of the Tiger fa poi il suo ingresso il mister, Alessandro Francini, che scherza: “Molti mi dicono che durante la partita corro e mi agito più dei giocatori: in effetti è vero, il contapassi in panchina impazzisce”. Difficile trovare invece definizioni per la splendida annata dei suoi ragazzi: “Ho insistito sempre sulla parola gruppo, e alla fine questa intensità ci ha premiato: è stato un anno intenso, abbiamo dato tutto e siamo stati interrotti soltanto da questo maledetto virus. Resta il lavoro strepitoso fatto nei sei mesi di stagione, coronati da una Promozione che porteremo sempre nel cuore. Sembra una frase fatta, ma ci tengo a dire che qua alla Rondine non si esalta l’io, ma solo l’unità e la compattezza dello spogliatoio”. Incalzato dai presentatori, Francini viene invitato ad auto-definirsi: “Non mi piace dire di essere un mister con gli attributi. Preferisco definirmi un allenatore fortunato, fortunato ad avere uno staff tecnico e organizzativo così preparato. Ci sono tanti cuori biancorossi in questa società, e finchè questi continueranno a battere, andremo sempre al massimo della velocità”.

Francini saluta il pubblico, accompagnato da un’ovazione. Poi, cambio di musica, ma sempre quel pop-rock che ha caratterizzato tutta l’annata biancorossa: partono le note di The Final Countdown e stavolta sul palco sale Stefano Zoi, coordinatore generale, che si limita ad affermare: “Non ho mai avuto paura di fallire questa Promozione. Mai avuto dubbi, c’era troppa fame nella squadra e nella dirigenza. Stasera celebriamo la Prima Squadra, ma mettiamo l’accento anche sui risultati giovanili: siamo diventati scuola calcio d’èlite, un punto d’arrivo importante per il nostro lavoro, che ci qualifica ulteriormente e ci dà nuovi stimoli per le prossime annate”.

C’è spazio anche per le dichiarazioni del direttore sportivo Alessio Mamma, che sposta il discorso sul lato culinario: “Come si costruisce una buona squadra? Manteniamo ingredienti di prima qualità per cercare di dar vita ad una bella pietanza, integrandola con quei piccoli correttori che le danno un sapore strepitoso. L’ingrediente determinante? Difficile menzionarne uno solo; quando si fanno le squadre si ragiona di obiettivi, non tanto di giocatori singoli”. E a proposito di obiettivi: “Per l’anno prossimo la Rondinella dovrà mantenere la categoria: daremo vita ad una squadra giovane con quote di livello e la garanzia di alcuni giocatori esperti. Sarà una gran bella pietanza”.

Poi è il turno dei giocatori, che uno a uno si presentano al pubblico e definiscono con una parola la stagione appena vissuta: ognuno scrive la sua parola sulla maglia biancorossa, che si colora di mantra come aggregazione, spogliatoio, rivincita, orgoglio. La Rondine, come proclama Vasco Brogi in chiusura, “è tornata a volare per davvero”. E adesso non ha più voglia di fermarsi.

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