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DAD…a oltranza, la protesta degli universitari fiorentini: “Lo studio non è un lusso ma un DIRITTO!”

Da Marzo 2020 in DAD, sigla ormai nota ai più per indicare una distanza che non può conciliarsi – per così tanto tempo – con la didattica, l’insegnamento, la vita accademica. 
Il destino degli Universitari fiorentini (e italiani) diventa, ogni giorno che passa, sempre più insostenibile, condizionato dall’incertezza di “zone anti-covid” che si rimpallano e da date procrastinate a domani indefiniti. 
 
24 ore in più che si sommano a 12 mesi di non-Università, di esami e lauree in ciabatte dietro lo schermo 13 pollici di un pc che smarrisce la connessione. Gli anni più belli tristemente persi. Per questo, alcuni universitari al secondo e terzo anno – le matricole hanno mantenuto le lezioni in presenza – si sono riuniti, nella mattina di lunedì 22 Febbraio, in Piazza Santissima Annunziata: nel giorno che doveva segnare il loro ritorno in aula, rinviato a causa del ritorno in zona arancione,  hanno manifestato sconforto e dissenso.
 
“Lo studio non è un lusso ma un diritto”.
“Crisit DADstinenza”
“Deve ancora durare?”
“Bella soluzione diminuire l’orario di lezione”
 
“Oggi, 22 Febbraio 2020, sarebbero dovute iniziare le lezioni in modalità mista del secondo semestre, come comunicatoci dalla e-mail istituzionale dell’11 Febbraio. Disposizione che tuttavia è stata ritirata dopo tre giorni in vista dell’attivazione della zona arancione, decretando il rientro in aula solamente per gli studenti del primo anno accademico ed escludendo, così, la maggior parte della comunità studentesca ormai in remoto da Marzo scorso, con l’eccezione della breve parentesi dell’Ottobre 2020.
 
Inevitabilmente scoraggiati e delusi, dopo aver perso quasi un anno accademico, ci chiediamo quando ci sarà permesso di tornare a far lezione in aula, ad usufruire dei servizi che paghiamo e a viverci gli spazi universitari.
Siamo consapevoli della gravità dell’emergenza pandemica in corso, che ci ha visti e ci avrebbe sicuramente trovati pronti ad affrontare la presenza con responsabilità e con le dovute misure di sicurezza, per le quali inoltre l’Università si era già attrezzata con termoscanner, tornelli, vigilanti all’entrata e all’uscita dell’università, ma riteniamo che la didattica in presenza sia un diritto insostituibile.
 
L’università infatti oltre ad essere uno spazio di formazione è anche uno spazio di aggregazione sociale e culturale che permette agli studenti di condividere idee, confrontarsi e maturare uno spirito critico che è impossibile sviluppare in solitudine davanti al computer; ma soprattutto un luogo fisico di espressione diverso da quello domestico e imprescindibile come la scuola dell’obbligo.
 
È per noi fondamentale che ci venga permesso di scegliere fra la didattica in presenza e la didattica a distanza; che almeno ci sia concessa la possibilità di esprimerci e di essere aggiornati con chiarezza sulle misure.
 
Questo è il motivo che oggi ci ha riunito in un flash mob in piazza Santissima Annunziata: per esprimere, come studenti, la nostra necessità.
Sperando di dare un seguito a questa giornata abbiamo deciso di proporre UN’ASSEMBLEA aperta a tutti per scambiare pensieri su questo tema VENERDÌ 26 AL GIARDINO DELL’ ORTICULTURA DALLE 11.
 
Se siete interessati a partecipare ci trovate lì. Aiutateci a diffondere la notizia condividendo il post. MOBILITIAMOCI PER IL NOSTRO DIRITTO ALLO STUDIO!”

Matteo Merciai

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