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Consentito far la spesa in un altro Comune? Si, lo chiarisce l’ordinanza del Prefetto di Firenze

Dopo il DPCM del 22 Marzo che vietava, quali ulteriori restrizioni alle nostre libertà, lo spostamento in un altro Comune rispetto a quello di residenza se non per motivi lavorativi e/o sanitari, arriva un’ordinanza che precisa un’importante possibilità che sembrava preclusa. 

A diffonderla è la Prefettura di Firenze, firmata pertanto dal prefetto Lega, nella quale viene esplicato uno dei punti interrogativi ancora irrisolti: ci possiamo spostare da un Comune ad un altro per fare la spesa? 

La risposta è…SI.
Ricordando comunque che, in un momento del genere dove il buon senso e le responsabilità di ognuno incidono sulla vita nostra e di chi ci sta attorno, sarebbe preferibile limitare al massimo movimenti e distanze percorse. 

Dunque, consigliando di restare all’interno dei confini comunali anche per motivi legati all’approvvigionamento, l’ordinanza riporta quanto segue: “Rientrano in tale casistica (ovvero i consentiti!) gli spostamenti per esigenze lavorative in mancanza, nel luogo di lavoro, di una dimora alternativa a quella abituale, o gli spostamenti per l’approvvigionamento di generi alimentari nel caso in cui il punto vendita più vicino e/o accessibile alla propria abitazione sia ubicato nel territorio di altro Comune.

Fare la spesa, facendo fede all’art.1 le.. a) del DPCM dell’8 Marzo, rientra nei movimenti “effettuati per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute, che rivestano carattere di quotidianità o comunque siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere”. 

In sintesi, se un abitante di Ponte a Ema residente nel Comune di Firenze si reca alla Coop di Ponte a Ema sita in territorio ripolese, in virtù della minor distanza da percorrere rispetto al centro commerciale di Gavinana, può sconfinare!

Così come il residente imprunetino di San Gersolè potrà recarsi alla Coop di Grassina, più vicino rispetto a quella di Impruneta o Tavarnuzze. Sempre, lo sottolineiamo, muniti di autocertificazione. 

Anche chi lavora in un Comune diverso da quello di residenza può fare la spesa nel Comune in cui lavora, ottimizzando spostamenti e tempo di uscita.

Gli spostamenti tra Comuni diversi sono consentiti dunque ESCLUSIVAMENTE per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (fare la spesa) o motivi di salute che rivestano carattere di quotidianità.

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