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Bagno a Ripoli, raffica di multe al semaforo e l’infrazione è assurda. I cittadini: “Faremo ricorso!”

Andrea, cittadino ripolese, ha ricevuto la prima multa a metà Ottobre, risalente al 24 Agosto: da allora ha raggiunto quota 5 superando suo padre, fermo a quattro (arrivate tutte oggi) ma si attendono – con relativa gloria – i conteggi di ottobre e novembre. Un altro ragazzo, invece, residente a Villamagna, ha saputo fare di meglio: 9 multe e tutte da solo,  già giunte a destinazione, in attesa di sfondare l’ambito muro della decina.

Lo scherzo, qui come nelle realtà, è bello finché dura: poco, si spera.
I due esempi citati sono un grido indignato nell’eco di multe somministrate in dosi massicce dal comando di Bagno a Ripoli: centinaia (e centinaia!) di contravvenzioni da metà agosto 2020 quando l’incrocio regolato da segnaletica semaforica tra via del Padule e la SP34 Via di Rosano ha visto l’attivazione della telecamera installata alcuni mesi prima. In un cartello non certo scritto a lettere cubitale si legge:

“Attenzione, rilevamento elettronico passaggio con semaforo rosso”, con richiamo agli art. 41 e 146 del Codice della Strada.

Fin qui nessun clamore: è un incrocio attenzionato e molto trafficato, passare con il rosso sarebbe da criminali dunque può risultare alquanto utile, come deterrente, azionare la telecamera. Però….

Il “però”, lungo quanto la sfilza di sanzioni erogate, stona con il buon senso ed è motivato dalla reale causa delle numerose contravvenzioni: i multati, infatti, NON hanno commesso l’infrazione di passare con il rosso ma si sono fermati qualche centimetro dopo la segnaletica orizzontale. In totale sicurezza…ma, appunto, qualche centimetro dopo.

Con un aggravante: la stessa striscia bianca che definisce l’arresto con semaforo rosso è stata ridesignata contestualmente all’attivazione della telecamera, arretrata di circa 3-4 metri (la lunghezza di un’auto) con cancellazione non impeccabile della precedente.

 

Risultato: il conducente, in certe situazioni di luce, può facilmente confondersi tra linea nuova e linea vecchia, fermare la ruota anteriore dieci centimetri dopo la segnaletica orizzontale e vedersi arrivare a casa il “pacco” (in tutti i sensi).
42 euro se pagata entro i primi 5 giorni (oltre 50 altrimenti) e 2 punti sulla patente. Moltiplicate per cinque, sei, addirittura nove: persone che risiedono a Candeli, Villamagna, Bagno a Ripoli e percorrono quella strada decine di volte in una settimana, oggi si trovano una tassa pesantissima sul “groppone” ed una patente a rischio. Per di più in tempi dove le entrate latitano ed arrivare a fine mese è diventato l’ennesimo percorso a ostacoli (o a semafori).

“Attenzione, multa assicurata”, proponiamo come dicitura per un nuovo cartello.

I cittadini, arrabbiati per multe in serie per un’infrazione che non è realmente tale, hanno chiare intenzioni: “Faremo ricorso!”.
Con un consiglio che trasmettiamo grazie alla consulenza di uno Studio Legale: “Quando si presenta un ricorso al giudice di pace per impugnare una multa si deve considerare che condizione dell’azione è la sanzione non pagata”.  Tradotto: per effettuare il ricorso non si deve aver già pagato la multa.

Inoltre, per solidarizzare nei confronti della causa ed unire le voci di dissenso, alcuni “multati” hanno già formato un gruppo Facebook intitolato “Multe incrocio Via di Rosano” dove possono iscriversi i protagonisti della strana vicenda.

Infine, una precisazione doverosa ed utile per i cittadini che faranno ricorso: a rigor di legge la sanzione può essere comminata. Infatti, il comma 11 dell’art.41 ed il comma 2. Dell’art. 146 parlano di “Arresto irregolare in presenza di luce rossa”. Esattamente Il nostro caso. 

Ciò che più lascia la bocca amara, tuttavia, è la multa per un’infrazione velleitaria, è la doppia striscia ingannevole, è la serie sconfinata di multe a batter cassa in un periodo di “vacche magrissime”.

Matteo Merciai

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