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Bagno a Ripoli, mascherine obbligatorie nei luoghi pubblici? La richiesta della consigliera Sonia Redini

Un’interrogazione a risposta scritta urgente per invitare il Sindaco Casini ad emettere un’ordinanza a riguardo

“ATTENZIONE FA RIMA CON PROTEZIONE”: ecco il titolo del comunicato stampa diffuso da Sonia Redini, consigliera comunale di Per Una Cittadinanza Attiva, al fine di sollecitare le istituzioni ripolesi a prendere ulteriori provvedimenti per il contenimento del contagio da Coronavirus.

Redini, rivolgendosi al sindaco Francesco Casini e al Presidente del Consiglio Comunale Francesco Conti,  ha presentato un’interrogazione con risposta scritta urgente al fine di disporre l’uso obbligatorio di DPI (mascherine, per intendersi) alla popolazione all’interno di luoghi pubblici. Nel dettaglio:

“La distribuzione delle mascherine alla cittadinanza, iniziata nei giorni scorsi, è stata resa possibile grazie alle tante donazioni di mascherine, da parte di privati ed al lavoro, manuale, di cittadine di Bagno a Ripoli. L’Amministrazione, secondo quanto ci consta, ha speso 3000 euro (delibera di Giunta n. 39 del 31 marzo 2020) per l’acquisto di mascherine del tipo “chirurgiche” da consegnare alla popolazione.

Ora è il momento di fare un passo in più: anzi, sarebbe dovuto già essere fatto!

Ancora tanti cittadini non hanno compreso che è necessario indossare le mascherine quando escono per andare in farmacia, in un negozio di vicinato o nei supermercati del nostro territorio.

Per questa ragione, con un’interrogazione di carattere urgente, abbiamo chiesto al Sindaco di emettere, come già fatto nei giorni scorsi in altri Comuni, un’ordinanza per rendere obbligatorio l’uso della mascherina all’interno degli esercizi commerciali, edicole, farmacie, etc.. nonché degli altri luoghi ad accesso pubblico.

Questo dovrà valere sia per il personale (già è stato messo in pratica) sia per i clienti.
Ci sono stati, e vengono legittimamente reiterati di continuo, gli appelli per restare a casa. Scuole, attività economiche: tutto il Paese si è fermato per cercare di impedire la diffusione incontrollata del virus.

Se si esce, va fatto per i casi di necessità previsti, ma va fatto muniti di una protezione che tuteli gli altri: chi sta ancora lavorando, esponendosi al rischio quotidiano del contagio, ma anche le altre persone con cui possiamo entrare in contatto nei luoghi che frequentiamo.

È necessario che si completi il quadro delle disposizioni, sin qui prese dal Sindaco, in modo da responsabilizzare e tutelarci tutti. Occorre sensibilità ed ogni attenzione nel preservare la salute dei nostri concittadini.

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