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Bagno a Ripoli 2015-2020, analisi del voto: Fratelli d’Italia che boom, il vento sta cambiando?

Bagno a Ripoli al voto: com’è andata?
Nessuna sorpresa. Il vento sta cambiando? Il fortino rosso incrina i suoi impermeabili muri che resistono da decenni? No. Non del tutto. C’è, al massimo, una leggera brezzolina, di quelle da sciarpina anti-torcicollo.
La si nota confrontando gli ultimi passaggi alle urne: le Elezioni Regionali del 2015 e quelle odierne, trascorse da poco meno di 48 ore.

La Toscana “rossa”, con forti connotazioni centriste incarnate dal Partito Democratico, a Bagno a Ripoli appare ancora non spodestabile. Si vota il partito ancor prima del candidato, con la certezza ulteriore di eleggere comunque politici all’altezza, radicati e conosciuti, competenti e navigati: Rossi e l’ex sindaco ripolese Bartolini nel 2015, rispettivamente Presidente e candidato consigliere; Giani e l’ex sindaco sancascianese Pescini nel 2020.

Con differenze percentuali percettibili: cinque anni fa il Centrosinistra – nei nomi di PD e Popolo Toscano – uscì dalle urne ripolesi con il 61,14% e 6232 voti, di cui 5873 voti al PD (59,44%).

 Nel 2020 il Centrosinistra composto da PD ed altre 5 liste, malgrado un’affluenza maggiore (10.660 del 2015 contro i 14.560 del 2020), ha sfiorato nuovamente il 60% ma il Partito Democratico si è accaparrato 5161 voti (il 41,95%, 712 voti in meno), aiutato da Italia Viva con il 7,4% negli unici territori dove realmente ha avuto un certo impatto senza comunque risultare decisiva (a fronte di un fallimento totale al di fuori della provincia fiorentina): tuttavia a Bagno a Ripoli, il PD in solitaria avrebbe raggiunto il quorum del 40% idoneo per governare la Regione, di contro ad un 28.33% del Centrodestra che cela una reale ascesa, quella di Fratelli d’Italia.

 

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Rispetto al 2015, Fratelli d’Italia è passato dal 2,68% al 10,18% racimolando 1000 voti in più ed andando ad insediare una Lega senza exploit al 14.57% (comunque in crescita): dai 42 voti nelle preferenze per il candidato consigliere Alessandro Monnetti ai 224 di Trambusti Valentina, una “signor nessuno” in terra ripolese (conosciuta a Figline Incisa) che, pertanto, denota l’apprezzamento del lavoro a livello nazionale di Giorgia Meloni ed un certo fervore anche in ambito territoriale: figure come Claudio Gemelli (capogruppo dell’opposizione di Greve in Chianti), Matteo Zoppini (consigliere d’opposizione a Impruneta), Francesco Torselli (eletto consigliere regionale e definito da Repubblica.it come il politico di centrodestra toscano più seguito su Facebook) stanno operando con modalità diverse per strutturare il partito FdI sul territorio metropolitano fiorentino e gettare una radice alla volta, intercettando uscenti da altre forze sgretolate (Forza Italia su tutti) e delusi.

Anche più della Lega che opta, talvolta, per candidati alle amministrative impresentabili ed importati, che raramente conoscono i territori e, viceversa, puntano tutto sul simbolo legato ad un Salvini in caduta libera.

Con un occhio rivolto alle Comunali 2019 ed un altro alle Regionali 2020, come si può tradurre in ambito ripolese il passaggio elettorale appena trascorso? La sfida non è aperta ma, comunque, interessante. Il Partito Democratico ed il suo radicamento (anche tra quattro anni) giocheranno da favoriti assoluti, consapevoli di aver temuto realmente il ribaltone regionale e memori dell’esperienza alle ultime amministrative: nel 2019, la lista personale a sostegno di Francesco Casini prese un notevolissimo 14.64%, decisiva di fianco al 46.01% del PD per confermare il risultato del 2014 ed avere una maggioranza non contestabile in Consiglio Comunale.

La lista “Francesco Casini”, al prossimo giro di giostra elettorale, non ci sarà ed il PD dovrà saper trovare un candidato – il nome per il futuro è quello dell’attuale Assessore Francesco Pignotti – capace di convogliare il consenso casiniano.

L’altra grossa sfida è quella appunto di FdI, con l’obiettivo di diventare primo partito d’opposizione nel vuoto lasciato da un M5S già invisibile (5,27% alle regionali) e da una sinistra sconnessa: la destra che gode di maggior salute dovrà essere capace di trovare un candidato serio, appetibile, all’altezza, non estremo e legato al territorio che qui, a Bagno a Ripoli, al momento non esiste ne è stato trovato dai “compari” Forza Italia e Lega nel 2019. 

Matteo Merciai

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