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Antella, tra nostalgia e immaginazione: quel fumogeno in campo…sognando il derby (Amatori!)

Un’era fa scorreva Febbraio e la sigla D.C. non significava ancora “Dopo Covid”. 
Un’era fa scorreva Febbraio, calpestavamo l’erba dei nostri campi da calcio e calcavamo le pietre consumate degli spalti, con semplicità, vivendo una passione comune. 

Da allora, da quel Febbraio la cui narrazione ci portava in dote il derby d’andata degli Amatori tra Grassina e Antella, il tempo si è arrestato, dilatandosi in uno stand-by lungo tre mesi. Fino ad oggi. Fino ad una ripresa che, ancora, non comprende il nostro amato calcio di campagna e paese, quello della domenica e del lunedì sera. Delle scarpate e del campanilismo, delle braciate in tribuna e delle pensate folcloristiche delle curve. Dovremo aspettare, se tutto va bene, Ottobre.

Quanto ci manca tirare due calci al pallone ed esultare per un gol?
L’8 Giugno scorso la nostalgia ha preso il sopravvento sui ragazzi del CRC Antella, in memoria di un lunedì che avrebbe avuto – senza il Covid – un unico pensiero fisso: il Derby. 
Dolce, amaro, sicuramente esaltante epilogo del campionato 2019/2020.
Non una partita come le altre, non un’ultima uscita banale: Antella vs Grassina.

E allora negli occhi di noi appassionati, mix di ultras e giocatori, è tornata a splendere la luce di chi vuol tornare – e presto – a vivere quei momenti concitati, condivisi, sofferti. Vi immaginate…il derby all’ultima giornata, come sarebbe stato? Un delirio di emozioni.

Ognuno l’ha passato nello scanner della propria testa a suo modo, ognuno se l’è immaginato con il finale più eclatante per i propri colori: Grassina ai playoff e Antella retrocessa oppure Antella vincente e salva e Grassina fuori dai playoff inseguiti da anni. Botta e risposta. Gioia e sofferenza. Croce e delizia.

Alcuni membri della curva bianco-celeste hanno deciso allora di scendere in campo – si fa per dire – con un gesto simbolico: lanciare una torcia ed un fumogeno celeste nel campo dell’Antella, sullo sfondo la sagoma netta del campanile. Pochi minuti di fuoco, di argento (e blu) vivo, di cuori scaldati a metà, di vita in un terreno di gioco deserto da mesi. 

Ogni mattonella di cotto calpestata sulle tribune antellesi corrispondeva ad un aneddoto riferito al derby mai giocato eppur sognato: “Qua (indicando i primi due blocchi degli spalti) ci sarebbero stati i tifosi grassinesi, nella parte centrale della tettoia i “civili” poi, nell’ultimo blocco lato Cimitero, noi..:”.
I supporters di casa. 

Chissà cosa sarebbe successo, chi, come si suol dire, avrebbe bruciato l’erba proprio come quel fumogeno isolato e socialmente distanziato ha fatto nei pochi minuti di accensione. Un lunedì nostalgico  vuoto, silenzioso…sognando il prossimo derby.

 

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