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“Alcuni dei migliori porno…sono nei musei”: gli Uffizi diffidano PornHub

Ilona Staller, in arte Cicciolina, adagiata come la Venere di Botticelli. 
Il sacro dell’arte ed il profano della pornografia si incontrano provocatoriamente in un’iniziativa che ha destato la reazione contraria di Eike Schmidt, direttore del Museo degli Uffizi.

Tanto da comportare la diffida mossa dal museo fiorentino nei confronti di chi, tale progetto intitolato “Classic Nudes”, l’ha ideato: PornHub, la pagina di pornografia più famosa al mondo. 

Motivo del contenzioso tra le due realtà è l’uso non consentito di opere d’arte proprie del Museo degli Uffizi come, appunto, la Venere di Botticelli. Utilizzo protetto dal copyright per il quale PornHub non ha richiesto autorizzazione nè ha pagato i diritti: oltre agli Uffizi, “Classic Nudes” ha utilizzato le opere d’arte dei musei Louvre e D’Orsay di Parigi,  Prado di Madrid, National Gallery di Londra, il Met di New York. 

Cos’è “Classic Nudes”?

Nel minuto e 22 secondi del video lancio di “Classic Nudes” Porn Hub enuncia un’idea finalizzata anzitutto a destare scandalo: scegliere l’arte racchiusa in una tela come stimolatore sessuale. Ecco spiegate le frasi espresse dalla testimonial Cicciolina nel promo, tra le quali: “Vi dirò un piccolo segreto: alcuni dei migliori porno di tutti i tempi  non sono su Pornhub, ma si possono trovare solo nei musei”.

Musica classica ad accompagnare lo spot che diffonde il concetto che “la pornografia potrebbe non essere considerata arte ma  l’arte può esser considerata pornografia”. Come le opere di nudo a cui l’iniziativa di PornHub si riferisce e dal quale scaturiscono filmati vietati ai minori di 18 anni. 

Matteo Merciai

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