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Firenze, vandali in azione: rovinata (di nuovo) la pietra d’inciampo in Via Aretina ma non solo…

Nuovamente vandalizzata la pietra d’inciampo in Via Aretina 131, dedicata a Bruno Corsi, deportato a  Fallingbostel e ucciso a Braunschweig nel 1944.

La pietra d’inciampo era già stata imbrattata con la vernice spray una settimana fa, Mercoledì 18 Gennaio.  Il monumento al ricordo era stato ripulito in giornata da un cittadino rimasto anonimo.  Oggi, l’assessora alla cultura della memoria Maria Federica Giuliani, ha denunciato il nuovo atto vandalico. 

La pietra appare corrosa, secondo alcuni commenti social si sospetta che ci sia stato versato dell’acido, ma ancora non si hanno notizie certe. Quello che è certo, però, è che la pietra è stata nuovamente rovinata

Maria Serena Quercioli, pronipote di Bruno Corsi, ha dichiarato a Dai Colli Fiorentini che il Comune ha promesso di sostituire la pietra. 

Dispiace molto perché quando c’è stata la posa, il 13 gennaio, ho conosciuto alcuni residenti e commercianti ed erano contenti dell’iniziativa che celebrava la memoria di un residente. E mi avevano fatto anche un po’ la storia del condominio al 133 i cui appartamenti poi furono venduti negli anni 50 e la maggior parte dei residenti di oggi è arrivata in quel periodo. ” ha commentato la signora Quercioli.

Le pietre oltre a commemorare i deportati (civili o militari), raccontano una storia e ogni pietra è un pezzo di storia da ricercare. Perché non ricordare tutti coloro che dai campi di sterminio e di lavoro non sono tornati? Le pietre sono un po’ la “microstoria” di un quartiere. Poi, a parte questo, è preoccupante e da non sottovalutare anche il fatto che ci sia gente che va in giro con l’acido.” ha concluso. 

Proprio oggi è stata spezzata anche la targa di Largo Martiri delle Foibe.

La targa era stata già, più volte, oggetto di azioni vandaliche nel passato. A quanto pare, a Firenze è ancora oggi, nel 2023, difficile assicurare dignità alle vittime della tragedia dell’esodo giuliano-dalmata e agli infoibati dai partigiani di Tito.” hanno dichiarato dichiarano i consiglieri di Fratelli d’Italia Jacopo Cellai e Alessandro Draghi.

Simili gesti calpestano la memoria collettiva – ha aggiunto – la Shoah e le Foibe sono parte della nostra storia e nessun gesto vigliacco può cancellarne il monito per le future generazioni. I vandali possono scalfire o rompere una targa ma non possono cancellare nessuna memoria” ha dichiarato l’assessora alla cultura della memoria Maria Federica Giuliani.

Agnese Paternoster

Orgogliosamente fiorentina, scrivo e racconto un territorio pieno di sorprese. Curiosa e eclettica, non pongo limiti alla conoscenza.

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