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Biblioteca Bagno a Ripoli: tra code e corse per il “numerino”, scatta la petizione online degli studenti

Bagno a Ripoli – Da qualche giorno sul web è stata divulgata una petizione (Clicca qua per aver accesso), firmata dagli assidui frequentatori della biblioteca comunale, per richiamare all’attenzione dell’amministrazione – ed in particolar modo del Sindaco Franceso Casini –  i numerosi disagi che quotidianamente essi vivono.

Sono, questi, mesi intensi per gli studenti, in particolar modo per gli universitari immersi nella sessione di esami. La pandemia non ha guardato in faccia a nessuno, tantomeno a questi ultimi che, nella speranza di un ritorno alla “quasi – normalità” nella propria carriera accademica, si trovano invece di fronte a nuove sfide come quella di accaparrarsi un posto all’interno della fatidica biblioteca ripolese!






Questo è infatti il primo grande ostacolo che i ragazzi vivono quotidianamente. Come sottolineato all’interno della petizione, per il rispetto delle normative Covid la biblioteca ha visto una riduzione delle postazioni usufruibili, che ad oggi contano solamente 25 sedute a disposizione. Tale fatto – contestato da molti per le logistiche riguardo alla suddivisione degli spazi interni – ha generato inoltre un ulteriore inconveniente: la mancata possibilità di prenotare una postazione costringe gli studenti a presentarsi ogni giorno con largo anticipo rispetto agli orari di apertura.
Da qua il primo grande paradosso: durante l’attesa, diventa infatti inevitabile la formazione di assembramenti fuori dalla struttura.

L’immagine riportata nella petizione: il numero che viene consegnato all’ingresso della biblioteca. Foto scattata dal già citato “ultimo fortunato”!

L’attesa dello studio si trasforma così in una – poco divertente – “conta all’ultimo fortunato” la quale fa sapere ad ogni nuovo arrivato il proprio destino.  “26”, che per molti universitari può apparire come un voto più che discreto, diventa il nuovo tormento degli studenti. L’incubo della fila è tale che i ragazzi sono arrivati ad augurarsi “buon appetito” mentre consumano il proprio pranzo fuori dall’entrata.






Per i più sfortunati e per i “ritardatari” non c’è alcuna possibilità di rimedio: un altro disservizio sottolineato, infatti, è dovuto all’impossibilità di sanificare la propria postazione prima di lasciare il posto. Al contrario di molti altri sussidi della provincia, la biblioteca ripolese ha demandato la sanificazione dell’edificio ad un’impresa di pulizie che interviene soltanto durante gli orari di chiusura. Ed ecco così il secondo paradosso: una volta terminata la sessione di studio, il nuovo posto libero è inagibile per chiunque voglia usufruirne.

Infine all’interno della petizione è stato sottolineato un “evergreen” dell’edificio, una battaglia che impegna i ragazzi da anni e che sembra essere, oggi più che mai, una sfida senza precedenti: la postazione adiacente alle prese elettriche. Solo quattro i tavoli che ne sono muniti e solo sette le persone che possono usufruirne. Un numero esiguo considerando la necessità dei supporti tecnologici durante lo studio – in particolar modo nell’attuale situazione pandemica.

“L’amministrazione si è mostrata negli anni sempre attenta alle esigenze della biblioteca e dei suoi frequentatori, come testimoniato dai recenti investimenti per l’efficientamento energetico dei locali e l’annunciata estensione degli orari di apertura. Siamo pertanto fiduciosi che le nostre osservazioni verranno recepite come un momento di critica costruttiva e di partecipazione attiva alla vita della comunità. Il nostro fine è di rendere più funzionale un servizio e di valorizzare un bene collettivo, incentivando la cultura e l’istruzione, unica via di miglioramento per il comune, la città e il Paese.”

Uno spazio dedito allo studio risulta essere oggi una delle più sentite necessità da parte degli studenti, da mesi costretti a vivere lontano dagli ambienti istituzionali. L’appello lanciato dalla petizione mira perciò ad una rigenerazione dei disservizi presenti nel sussidio bibliotecario, mantenendo il rispetto delle normative Covid ma risolvendo i disagi che quotidianamente penalizzano parte della cittadinanza.

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